MILENA AMBROSINI (dall'intervento di M.Ambrosini appunti a mano libera di M.Sberna)

I miei sono i pensieri che ha espresso Enzo. Mi hanno incuriosito. Ma neanche più di tanto. Mi spiego meglio. Secondo me Enzo è molto dissacrante. Ma per finta. Non per davvero. Io ho l'impressione che le scienze sociali non vadano più di moda. Però c'è ancora un sacco di gente che quando prosegue gli studi, studia nell'area delle scienze sociali. Perchè? Perchè stringi stringi la grossa divisione che si fa fra le persone è quella che si faceva a scuola fin dale elementari e dalle
medie. Le persone si dividono in due: quelle che sono portate per le materie scientifiche - da cui derivano fisica, matematica. biologia, chimica, ecc. ; e quelle che sono portate per il ragionamento teorico e dunque per filosofia, lettere, ecc. e all'interno di questo settore c'erano le scienze sociali.

Quindi le scienze sociali, che non vanno più di moda adesso, sono quelle che derivano dal mondo teorico, astratto. E volendo parlare di scienze sociali, adesso, bisognerebbe fare delle scienze sociali più tecniche.
Io non riesco più a seguire le persone rispetto ai percorsi di studio che hanno fatto ed ai titoli acquisiti che spesso mi risultano incomprensibili. Sono tutti laureati, ma nelle cose più strampalate. Per esempio, il nostro fisioterapista è naturalmente laureato e nel mio modo di pensare è una persona che si adatta a svolgere una professione inferiore rispetto al suo titolo. Ma sbaglio, perchè in realtà la sua professione è talmente cambiata da essere diventata elaborata e d'élite.
Ma questo vale per tutti: anche l'elettricista è laureato.
Tutti abbiamo a che fare col computer, indipendentemente dal tipo di lavoro e professione che esercitiamo. Nessuno può fare a meno del computer, anche solo per essere a posto nei confronti dello Stato. Per poter pagare le tasse, per esempio. Quindi non è possibile. Non sono previste persone che non abbiano rapporti col computer. Questo è un aspetto. L'altra cosa che volevo dire è che noi dimentichiamo che nel corso della storia c'è stata un'alternanza : ci sono stati momenti di
pensiero romantico, basato sul sentimento, sul sentire; e momenti di pensiero razionale. Ed è la stessa cosa a cui mi riferivo parlando dei ragazzi che già nei primi anni della scuola evidenziavano le loro inclinazioni. Un genitore che ha un figlio di dieci anni sa già benissimo se farà ingegneria o se diventerà un professore di filosofia: ha già capito l'orientamento di una persona, se è verso le materie scientifiche, tecniche, matematiche o verso le materie umanistiche, il ragionamento, il
colloquiare con le persone, l'essere empatici.
Quindi questa divisione c'è sempre stata nei secoli con un'alternanza: periodi razionalisti, periodi empatici. La viviamo anche adesso. Prima abbiamo avuto un periodo empatico, mentre adesso siamo in un periodo più razionalistico.
Ora è meglio essere laureati in ingegneria che in scienze sociali. Banalmente per trovare lavoro. Anche se erano già molti anni che gli ingegneri trovavano lavoro più facilmente che non gli esperti in scienze sociali. Questo vale anche per la mia generazione ed i miei coetanei.
I miei compagni di scuola che sono diventati ingegneri o medici hanno guadagnato di più di quelli come me che hanno esercitato professioni più empatiche, più sociali. Non è più di moda. Non va più. Adesso c'è la prevalenza di materie scientifiche. Aggiungo che però tutti ormai le devono saper trattare perchè ora nessuno può fare a meno del computer. Che tu sia "empatico" o "razionalista" è uguale. Sei un ingegnere, sei uno psicoanalista - se ancora esistono queste professioni - tutt'e due lavorano col computer o "anche" col computer.

Guido - il computer è la nuova penna!

Si, tutti c'hanno a che fare, Non puoi prescindere.

Enzo - chi ha a che fare col computer è nobile, ha a che fare con una nuova nobiltà. C'è chi ha a che fare di più col computer e chi di meno. La nobiltà per cui quello che è il capo dell'informatica di una grande banca, è un "duca"; mentre invece la donna di servizio non è neanche un "vice-conte": c'è una gerarchia.
Non puoi dire "è sempre stato così" perchè se lo dici significa che ti va bene che vada avanti così.

partecipante - anche chi fa materie tecniche potrebbe imparare un po' di scienze umane. Non gli farebbe male. Un medico, un fisioterapista - per esempio - che si occupano del corpo di una persona.

Certo, è inevitabile. Sarebbe meglio che tutti fossimo un po' bravi sia su un versante che sull'altro. Quello che volevo ricordare è che nella storia da sempre c'è un'alternanza di peridi più razionalisti seguiti da periodi romantici, emotivi, empatici.

Guido - nel Medioevo c'erano le scienze del trivio e del quadrivio, dove le 7 discipline mescolavano lettere, grecismo, e matematica, logica, ecc.

Margherita - come trovi l situazione nella concretezza delle facoltà universitarie?

Trovo che nelle scienze sociali in questo momento c'è estrema attenzione teorica ai bambini, mentre invece venti anni fa era più agli adulti che perseguivano la sicurezza, la felicità, lo sviluppo del bambino. Sempre la parole chiave sono che tutti devono essere contenti. in sostanza una volta si era più attenti al benessere degli adulti. Adesso si è più attenti al benessere dei bambini.
Probabilmente perchè ci sono meno bambini e quindi sono "merce" preziosa, molto più rara. Ci sono molti più vecchi, che sono - siamo - molto più ricchi di una volta. Probabilmente mio figlio guadagna di meno di quello che guadagnavo io alla sua età. Ed è un medico!
Questo avere al centro i bambini come capitale scarso produce molte rotture pericolose. Perchè la centratura sui bambini è falsa. Ho lavorato molto con le assistenti sociali. Uno dei loro maggiori problemi riguarda le confessioni dei bambini. Molte volte i bambini dicono la verità: che cosa gli hanno fatto, che sono stati non dico stuprati, ma che hanno avuto delle attenzioni particolari. Altre volte i bambini dicono dele cose che non sono vere. Lo sappiamo tutti. E fare una società centrata sui bambini in quanto capitale scarso è molto deleterio.