DA NOTIZIARIO N. 37 - dic. 93-apr.94

QUINDICI ANNI DI LAVORO

Sta per concludersi il quindicesimo anno di vita della nostra Associazione. E’ stato un anno molto intenso e ricco di occasioni ed opportunità che vale la pena di ricordare brevemente  anche per poter ipotizzare un futuro congruente e ugualmente soddisfacente. Dal punto di vista culturale il 1993 ha segnato l’avvio della rivista dell’Istituto – Gruppi, Organizzazioni & Comunità – che riportando gli avanzamenti teorici ed esperienziali nei diversi settori seguiti dall’Arips si propone di  “allargare il dibattito” e di facilitare il confronto con gli operatori che a diverso titolo e con funzioni diverse vi lavorano. Per noi è sempre stato di estrema importanza poter riflettere da punti di vista diversi su quello che andavamo facendo, ma materialmente abbiamo spesso incontrato  qualche difficoltà a realizzarlo; anche la rivista non ha ancora prodotto questo risultato, ma ci auguriamo che per il prossimo anno i contributi dei “Soci-lettori” si intensifichino trasformandoli in “Soci-collaboratori” sia attraverso lettere e riflessioni, sia con i contributi più “sostanziosi” come articoli veri e propri. Nel campo dell’editoria possiamo segnalare anche altri successi: sono usciti tre volumi nella Collana  Gruppi e Comunità curata da Guido Contessa ed edita da Città Studi di Milano:

·        La formazione –     dello stesso G.Contessa

·        Essere creativi –     di F.Cavallin e M.Sberna

·        Giochi di gruppo – di M.Sberna

ed è in fase di pubblicazione “La Prevenzione” di G.Contessa, revisione ed ampliamento dell’ormai “stagionato” Prevenzione primaria delle tossicodipendenze.

 Nonostante recuperare questi volumi richieda della perizia agli interessati, pare che le vendite stiano dando dei buoni risultati, il che ci spinge a continuare in questa attività che è certo poco remunerativa dal punto di vista economico, ma che ha un significativo effetto sull’immagine professionale di ciascuno di noi. L’unico reale problema in questo campo sta nella necessità di individuare nuovi autori: lo scrivere è fra le attività più evitate anche fra professionisti seri. Se è pur vero che scrivere richiede tempo e pazienza per riflettere sui propri punti di vista e per elaborare nuove posizioni, è innegabile che proprio queste operazioni sono molto stimolanti e produttive anche nell’area applicativa. Scrivendo si diventa comunque anche più bravi professionalmente e ci si pone in una continua competizione con sé stessi.

Il secondo elemento che ha vivamente caratterizzato  l’anno riguarda il tipo di attività svolta dall’Arips per il “clienti esterni”: si tratta di interventi di prevenzione primaria. Pare che finalmente le nostre ipotesi teoriche stiano trasferendosi nella realtà. Ad una dozzina d’anni abbondante dall’introduzione della logica della prevenzione al posto di quella della cura-terapia, per lo meno attraverso la legge, finalmente anche in pratica si avviano concrete azioni. Non può che farci piacere al di là del fatto che da oltre 10 anni (dal 1980 per la precisione) noi ci occupiamo direttamente di questo tipo di intervento, e abbiamo quindi nel settore una fondata esperienza ed una professionalità ormai collaudata. Le numerose richieste in questo settore ci hanno stimolati a compiere una approfondita riflessione sul modello di intervento applicato dall’Arips fin dalla prima occasione (Progetto MITO, realizzato a Genova) e adattato via via alle diverse situazioni, contesti comunitari e problematiche più evidenti. Nel corso di questi anni il modello è in parte cambiato, pur mantenendo alcuni elementi di fondo che lo caratterizzavano. E se è vero che il “passaparola” è il sistema di marketing più efficace, sia in senso negativo che positivo, bisogna supporre che il nostro lavoro in questo campo sia stato apprezzato, data la mole di richieste in questo ambito.

Meno massiccia è stata la richiesta del nostro intervento nell’ambito della formazione dia a livello individuale che da parte di Enti ed istituzioni: il che è nella norma, se si guarda l’attuale situazione del mercato, ma pare che il trend stia cambiando e sono proprio gli Enti pubblici a dare questo segnale: a noi sembra di poter affermare, su questa base, che la sensibilità ad una maggiore professionalità sia più presente di un tempo. Perché non pensare che anche la necessità di risparmi economici abbia dei meriti come la rivalutazione delle risorse esistenti e l’investimento di  esse allo scopo di fornire agli utenti un miglior servizio? A noi pare un buon segnale per il futuro che, oltretutto, è in contro-tendenza rispetto a quanto avviene nel settore aziendale dove le ristrettezze economiche determinano significativi tagli del personale e delle attività formative. Nel settore produttivo per sopravvivere agli investimenti vengono fatti nell’ara del marketing per poter vendere di più; nel settore dei servizi, invece, il risparmio si basa proprio sul miglior utilizzo delle risorse presenti e – magari – “ridimensionate”.

Ha avuto un certo successo anche una modalità nuova di fare formazione secondo due principi: il percorso individualizzato, cioè predisposto sulla base del curriculum personale dell’aspirante allievo, ed i seminari brevi (di due giorni) a scadenza mensile. Probabilmente i percorsi lunghi, ipotizzati fino a quest’anno, apparivano troppo impegnativi per ottenere adesioni. Ci auguriamo quindi di aver trovato la giusta strategia che per tutti quei nostri Soci che intendono perfezionare le loro capacità professionali. Si chiude con il 1993 un anno molto fortunato e produttivo che speriamo si possa replicare anche nel 1994. D’altra parte sappiamo bene che nel campo in cui operiamo l’andamento è “altalenante”: ci sono periodi ed anni densi di impegni e di soddisfazioni che si alternano a momenti, che in alcune sfortunate occasioni durano mesi, di stasi e di immobilismo quasi completo. La barca a vela dell’Arips ha in questo momento il vento a favore: speriamo che duri a lungo!