N. 43 estate 1996

50° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI KURT LEWIN

La metodologia e le tecniche usate dall’Arips per la realizzazione di ricerche, studi e attività di formazione, è quella predisposta, per lo meno negli elementi di base, partendo dai principi e dalle teorie di Kurt Lewin, certamente uno dei più fecondi e produttivi studiosi di psicologia sociale. Le teorie da lui elaborate e poi ulteriormente precisate e perfezionate dai suoi allievi presso il National Training Laboratory  (NTL), costituiscono anche i fondamenti della Psicologia di Comunità e della prevenzione primaria che ormai da anni vengono applicate anche in Italia. Lewin è stato ampiamente studiato, nel mondo, e le sue teorie hanno generato numerosi ampliamenti e approfondimenti che però sono ancora poco conosciuti in Italia e, conseguentemente, poco applicati. Come Associazione è nostro interesse divulgare questo tipo di cultura, perché crediamo che ciò porti anche ad un’evoluzione degli interventi che si vanno realizzando nel settore della prevenzione in senso lato, in un momento in cui il fenomeno del disagio sta assumendo aspetti preoccupanti e per certi versi sorprendenti.

Così abbiamo deciso di ricordare l’opera di Lewin, nel cinquantesimo anniversario della sua morte, con due manifestazioni che idealmente sottolineano il suo approccio allo studio dei fenomeni umani e sociali, e il suo punto di vista. L’idea è di fare quasi una verifica delle teorie lewiniane e dell’evoluzione eventuale che esse hanno subito anche in relazione ai cambiamenti culturali e di vita dell’umanità: ci sono aspetti che sono totalmente spariti e altri che stanno emergendo? E’ importante anche capire il livello di risonanza di queste teorie, la loro “penetrazione”  fra gli studiosi del settore, ma anche la loro concreta applicazione attraverso gli interventi realizzati. Poiché in Italia questa branca della psicologia ha un numero limitato di seguaci, abbiamo pensato di “tastare il polso” anche all’Europa. Ci interessa in più verificare la fattibilità, ma anche l’attualità della tecnica del T-group intesa in senso classico, il che significa, soprattutto, prolungata nel tempo rispetto alle nostre abitudini. In questi ultimi 10/15 anni i seminari di questo genere sono andati “concentrandosi” fino ad una dimensione minima di 2 giornate, dove a volte il tempo che intercorre dall’inizio alla fine dell’esperienza non supera le 36 ore. E’ possibile che la riduzione del tempo intacchi in modo significativo i risultati dell’esperienza. Ci vogliamo riprovare con i tempi più “tranquilli” di K.Lewin.